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Nella grande sala comune, lunghi tavoli ricoperti di tovaglie di plastica, sedie pure quelle di plastica, arancioni. Al soffitto hanno appeso palle colorate, decorazioni brillanti e luccicanti, alle pareti ovunque scritte di buon natale e buone feste, canonicamente in rosso.
Seduti ai tavoli i soliti giocatori di carte, chi gioca a scopa, chi a scala quaranta, chi a non è dato sapere cosa; qualcuno invece si è portato la maglia da casa, e mentre chiacchiera e osserva gli altri giocare, sferruzza accanitamente. Altri ancora, un po’ appartati, leggono il giornale quotidiano. Trascorrono così i loro pomeriggi, questi anziani, questi over 50, se così si può dire.
Persone che hanno lavorato tutta una vita e ora che sono a riposo non sanno che fare delle tante ore che il giorno ancora regala loro, così si ritrovano qui, tutti i giorni, magari già per pranzo che l’associazione è fornita anche di un’ottima cucina. Con pochi soldi si può avere primo, secondo e dolce. Poi, dopo il caffè, ognuno fa ciò che preferisce per passare il tempo.
Oggi, dopo l’ora di ginnastica isometrica, agli allievi e all’insegnante hanno offerto un bicchiere di spumante e una fetta di panettone. Per augurarsi reciprocamente buone feste, per conoscersi meglio, per stare un po’ insieme anche dopo piegamenti e streching. Un momento gradito, in semplicità, senza tante pretese.
Perché il significato del Natale è proprio questo, stare insieme agli altri. A chi si vergogna della sua pancia, o della testa pelata, a chi si arrabbia per un nonnulla, a chi la timidezza impedisce di chiacchierare. A quello simpatico e quello che invece non si sopporta proprio, a chi incontri tutti i giorni e a chi invece non vedi mai. Persone come te, che come te hanno una vita vissuta alle spalle e tante cose ancora da raccontare, basta saperli ascoltare.