Quando perdiamo una persona a noi molto vicina, un marito, una moglie, un compagno, fra i vari sentimenti dolorosi compare talvolta anche un certo rimorso. Iniziamo a pensare a tutte le volte che siamo stati scortesi, che non abbiamo prestato la dovuta attenzione quando ci parlava, che abbiamo assecondato di più noi stessi senza tener conto dei bisogni dell’altro, che ci siamo arrabbiati per delle sciocchezze e via dicendo. Ci ricordiamo di come gli abbiamo imposto le nostre scelte, magari contro i suoi desideri, e ci sentiamo in colpa per questo. Pensiamo con dolore che avremmo potuto comportarci diversamente, essere più attenti anche ai suoi bisogni, essere meno egoisti, meno presi da noi stessi, ma ormai è tardi e questo sentimento ci fa stare male.
Ma siamo sicuri che se fossimo stati diversi, loro ci avrebbero amato? Non sarà che siamo stati amati proprio perché siamo fatti così? Perché abbiamo i nostri sogni da realizzare, le nostre passioni che ci impegnano, i nostri interessi che fanno sì che noi siamo quello che siamo. E che per queste caratteristiche un giorno qualcuno ci ha scelti come proprio compagno di vita? Chiediamocelo, e cerchiamo di essere più indulgenti con noi stessi. In fondo, nessuno ci amerà mai come ci amiamo noi stessi.