Questa mattina ho fatto colazione con fette di treccia al burro, marmellata, caffè e latte. Più o meno come al solito, salvo che al posto del pane tostato mi sono concessa appunto questo pane speciale. Un pane a forma di treccia, da qui il suo nome, morbido e oserei dire voluttuoso, un po’ dolce ma non troppo così che si possa accompagnare anche a cibi salati oltre che dolci. Una delizia del palato.
Quando ero bambina e non esistevano ancora i certi commerciali e i grandi supermercati, e anche la Migros era solo un piccolo negozio un po’ speciale, il pane si comprava dai panettieri, dai fornai. I quali facevano questa treccia solamente per le occasioni speciali, in particolare le feste di dicembre.
Mamma lo comprava la vigilia di Natale e ce lo faceva trovare la mattina dopo per colazione, ed era una cosa in più che rendeva quella giornata speciale. La mattina di Natale di faceva colazione con la Treccia!
Che naturalmente durava alcuni giorni, ma poi per il resto dell’anno che la potevamo scordare. Forse anche perché costava più del pane normale, immagino, e quindi non ce la potevamo permettere.
Oggi la trovi sempre e ovunque, sugli scaffali della Coop o della Migros come di altri supermercati, in qualunque stagione. Ed è un po’ peccato, perché così è diventato un pane come tutti gli altri.
Ho trasmesso questa storia ai miei figli, e per diversi anni sono venuta apposta in Svizzera poco prima di Natale ad acquistarla, per far trovare anche a loro la treccia sulla tavola della colazione la mattina del 25 dicembre, per trasmettere loro un po’ di quella magia che io avevo vissuto.
E credo di esserci un po’ riuscita, perché oggi vedo che quando si trovano in un supermercato svizzero e trovano la treccia sugli scaffali, esclamano tutti contenti: “guarda, la treccia! la compriamo per la colazione?” e se la portano a casa tutti felici di quella piccola leccornia.
Treccia al burro
15 domenica gen 2012